Una ragazza è stata violentata mentre si trovava in stazione. A distanza di mesi, è arrivata la decisione del giudice.
Dopo la ragazza violentata in una struttura sanitaria, la cronaca locale ha portato alla luce l’ennesimo episodio di aggressione sessuale. L’episodio in questione, risalente a ormai diversi mesi fa, è giunto alla “conclusione” grazie alla decisione del giudice dell’udienza preliminare. Dalla testimonianza della vittima sono emersi dei dettagli drammatici, riguardanti principalmente lo svolgimento della violenza subita per circa dieci interminabili minuti.

Ragazza violentata in stazione: i dettagli
Il caso di violenza in questione risale alla fine dell’estate dello scorso 2025. La vittima, di appena 18 anni, si trovava in quella sera da sola in una stazione nei pressi di Milano. Dopo essere stata raggiunta dal suo aggressore è stata prima colpita, e poi è stata trascinata dietro alcuni alberi.
Nell’area verde appena menzionata è avvenuta la violenza sessuale vera e propria, alla quale la vittima ha cercato invano di sottrarsi. Dopo circa dieci minuti, l’aggressore si è poi dato alla fuga. La ragazza, ancora in evidente stato confusionario, ha chiesto aiuto rivolgendosi al 112.
La vittima è stata poi assistita all’interno di una clinica ospedaliera specializzata nel trattamento di casi di violenza sessuale. Non essendo avvenuta immediatamente, la ragazza ha innanzitutto mostrato i segni di una colluttazione che sembrerebbe essersi verificata in precedenza.
Il personale ospedaliero ha potuto infatti riscontrare dei segni di aggressione fisica, con un evidente trauma cranico a suo carico. La ragazza ha descritto il suo aggressore come segue, riporta Today: “Aveva i capelli ricci e la carnagione scura“.
La decisione del giudice
In seguito alle “scuse” e al risarcimento versato nei confronti della vittima, all’aggressore di 26 anni verranno inflitti dodici anni di reclusione e un provvedimento di espulsione dall’Italia a pena espiata. L’accusa è quella di violenza sessuale e lesioni.